Una lettera di consigli

Da uno che ne sapeva più di me – Di regole e regole

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Oxford, 26 giugno 1956

Caro Joan,
Ciò che davvero conta è:

1. Cerca sempre di usare il linguaggio in modo da esprimere chiaramente ciò che intendi e assicurati che una frase non possa significare nient’altro.

2. Preferisci sempre la parola corta e diretta a quella lunga e vaga. “Fai” una promessa, non “la sugelli”.

3. Non usare mai parole astratte, se una concreta può assolvere allo stesso compito. Se vuoi dire “Sono morte altre persone” non dire “La mortalità è cresciuta”

4. Sulla scrittura. Non usare aggettivi che vogliano solo dirci come tu vuoi che noi ci sentiamo riguardo a ciò che descrivi. Voglio dire, al posto di dirci che qualcosa è “spaventoso”, descrivila in modo che ne siamo spaventati. Non dire che è “piacevole”, ma fa’ che noi pensiamo “piacevole!” mentre leggiamo la descrizione. Vedi, tutte quelle parole (spaventoso, meraviglioso, odioso, splendido) l’unica cosa che fanno è dire ai tuoi lettori, “Per favore, ci pensi tu al posto mio?”

5. Non usare parole troppo pompose per il soggetto in questione. Non dire “infinitamente” se intendi “molto”; altrimenti rimarrai senza parole a disposizione quando dovrai parlare di qualcosa di davvero infinito.

Con affetto
C.S. Lewis

Lewis_Narnia

Pandora – Capitolo 7

Dalia

Eterna premessa: Informazioni per chiunque approderà su questa storia… è un racconto a puntate, lungo, mi è sfuggito di mano ed è diventato più lungo di quel che avrebbe dovuto essere. Probabilmente per un bel po’, forse per sempre, la storia resterà incompleta.

Ho un altro capitolo pronto, oltre a questo, e lo posterò sul blog perché sul computer finirebbe nel cestino. E un giorno chissà… sicuramente riscriverei tutta la storia semplificando l’intreccio, diminuendo i cambi di pov e cambiando la persona. La prima singolare mi ha portata a inserire troppe riflessioni che annoiano i lettori, ed è stata quindi un errore. A breve metterò l’ultimo capitolo.

E’ stato, finché è durato, un esercizio di scrittura davverto divertente!

Grazie a tutti per averlo seguito.

 

Eterno capitolo:

«Avanti, di’ ciao alla mamma! Dimostrami che non mi sono immaginata tutto.»

Da quella volta in cucina, il medaglione non ha più parlato, né l’occhio di Zeus sul quadrante si è piegato in una bocca per mordermi. Ho passato ogni ricreazione e pausa pipì a stuzzicarlo perché mi ringhiasse contro, ma non è servito a niente.

«Ti rinchiudo in prigione se non parli!»

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Quando un giorno è no…

… e la scrittura più che salvezza sembra perdizione

“A ognuna è data la sua penitenza, qui in convento, il suo modo di guadagnarsi la salvezza eterna. A me è toccata questa di scriver storie: è dura, è dura. […] Ma la nostra santa vocazione vuole che si anteponga alle caduche gioie del mondo qualcosa che poi resta. Che resta… se poi anche questo libro, e tutti i nostri atti di pietà, compiuti con cuori di cenere, non sono già cenere anch’essi… più cenere degli atti sensuali là nel fiume, che trepidano di vita e si propagano come cerchi nell’acqua. Ci si mette a scrivere di lena, ma c’è un’ora in cui la penna non gratta che polveroso inchiostro, e non vi scorre più una goccia di vita, e la vita è tutta fuori, fuori dalla finestra, fuori di te, e ti sembra che mai più potrai rifugiarti nella pagina che scrivi, aprire un altro mondo, fare il salto. Forse è meglio così: forse quando scrivevi con gioia non era miracolo né grazia: era peccato, idolatria, superbia. Ne sono fuori, allora? No, scrivendo non mi sono cambiata in bene: ho solo consumato un po’ d’ansiosa incosciente giovinezza. Che mi varranno queste pagine scontente? Il libro, il voto, non varrà più di quanto tu vali. Che ci salvi l’anima scrivendo non è detto. Scrivi, scrivi, e già la tua anima è persa.”

Italo Calvino, Il cavaliere inesistente, capitolo VII, p.64

È tardi, è tardi, è tardi: scrivere veloce è un male?

Quando lo scrittore ha la sindrome del Bianconiglio

Sono una scrittrice discretamente lenta (io mi dico aspirascribacchina, ma ciò mi fa sembrare un nuovo elettrodomestico). Alcuni direbbero pignola, perché dopo aver abbozzato una pagina, leggo e rileggo, cancello e riscrivo. Altri ancora direbbero pigra: impiego una settimana a tergiversare e crogiolarmi nell’idea del “Massì, oggi qualche riga la butto giù”, ma l’effettivo atto della scrittura comporta cinque minuti.

Chiaramente questo processo di dormiveglia, nonché sognare “Quanto potrebbe essere bello scrivere questa cosa” e poi non farlo, mi è possibile solo nei periodi di vacanza.

Quando mi capita questa brillante occasione? Praticamente mai.

Per questo, mi sto ponendo un nuovo obiettivo: eliminare quella settimana di sogni ad occhi aperti e arrivare direttamente ai cinque minuti di scrittura. Quest’anno, con tre ore per andare al lavoro e la ristrutturazione di casa, purtroppo non ho altra scelta, perché non mi va di abbandonare completamente la scrittura.

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Pandora – Capitolo 6

Amarillide

Con il nome di Kerdalea noi Hemeis non chiamavamo solo la grande e rocciosa fortezza in cui ci addestravamo, ma l’intera regione che Raffle con le sue spore magiche proteggeva dalla Terra Vera.

Finché eravamo alle prime decadi di addestramento, giovani matricole appena sbucate dal seme, non godevamo di grande libertà e molti dei panorami di questo reame erano preclusi ai nostri passi. Senza supervisione non potevamo correre sull’Idalis o infilarci nelle foreste degli Allogi, né sfiorare la Valle delle Farfalle o le Paludi Infere. Madre Gea non voleva che la nostra inesperienza ci nuocesse, ma desiderava che studiassimo le meraviglie di questo mondo decade dopo decade, allenandoci nel corpo e nella mente.

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Pandora – Capitolo 5

Iris

«Dalia, vieni subito in cucina!»

Potesse la pianta del lupo divoratore mangiarsela in un boccone! La creatura mi ha mentito, quando un dramma volteggiava sopra l’intero quartiere.

«Dalia Bianca, quando ti impartisco un ordine, devi ubbidire!»

Due gocce di saliva schizzano sul tavolo della cucina, tra le confezioni di biscotti svuotate e i barattoli di cioccolato che gli umani hanno aperto per una pausa. La creatura finlandese mi sorride adorante:

«Iris, perché non provi a dirle di muovere il culo?»

Se necessario al raggiungimento dell’obiettivo…

«Dalia, muovi il culo!»

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Pandora – Capitolo 4

Dalia

«Potrebbe esserci dietro una semplice spiegazione naturalistica, DB. Ora, solo perché hai visto due farfalle blu, non significa che il Binario 9 e ¾ porti automaticamente a Hogwarts.»

È tipico della mia natura assuefatta da Netflix intravedere complotti di Stato e invasioni aliene al primo evento fuori dall’ordinario. Heikki invece ha fatto l’abbonamento a una rivista chiamata Razionalità. Sempre positivo e di buon umore, resta saldo con i piedi per terra, ancorato alla normalità.

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